Project Description

  • Start date: jan 2018
  • End date: jun 2019
  • Duration (months): 18

  • Total budget: € 572.377,71
  • Lab Budget: € 139.824,12
  • Numero di partner: 4

  • Partner: Advanced Research & Solution Consulting S.R.L. / Università del Salento / Xenia Network Solutions Srl / Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Policlinico – I U. O. Ginecologia e Ostetricia (Final User)

Il progetto MEtabolic Profile-Assisted PRegnancy DIabetes Screening (MEPAPREDIS), si propone di realizzare una soluzione innovativa nell’ambito della diagnostica preventiva prenatale.

Nel dettaglio, risponde al fabbisogno espresso dalla I° U.O. Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi A. Moro di Bari, da cui emerge la necessità di mettere a punto un sistema di screening precoce per il diabete mellito gestazionale (GDM), che rappresenta un’intolleranza al glucosio con inizio o primo riconoscimento in gravidanza. Le principali motivazioni che spingono ad attuare lo screening ed il trattamento del GDM derivano dai numerosi eventi avversi materni o fetali, associati con il GDM non trattato.

L’obiettivo del progetto è mettere a punto un sistema di screening precoce per identificare entro il primo trimestre di gravidanza eventuali variazioni della composizione del profilo metabolomico correlate con il GDM.

Nel dettaglio il progetto prevede:

  • Lo studio e caratterizzazione, già nel primo trimestre di gravidanza, delle molecole coinvolte nei processi biochimici correlati con GDM.
  • La realizzazione di una piattaforma tecnologica innovativa in grado di governare in maniera automatizzata l’intero processo di accesso alle procedure richieste.

Il Core – LAB, guidato dal Professor Angelo Corallo, sarà impegnato in primo luogo nelle attività afferenti l’automazione delle procedure richieste dall’attività di screening e quindi alla definizione dei requisiti e delle funzionalità della piattaforma tecnologica innovativa. Questo grazie alla grande esperienza maturata nelle attività connesse alla ridefinizione dei workflow di processi complessi afferenti la disciplina del Business Process Re-engineering.

Inoltre il Core – LAB avrà un ruolo importante anche nello svolgimento delle attività afferenti la comunicazione e la diffusione scientifica dei risultati della ricerca. In particolare parteciperà alle azioni previste in tema di: a) Coinvolgimento dell’utenza finale destinataria delle soluzioni che verranno realizzate; b) Dimostrazione, della bontà e validità dei risultati e delle soluzioni proposte; c) Divulgazione, dei risultati sia a carattere scientifico che operativo, a livello regionale, nazionale ed internazionale, anche attraverso pubblicazioni ed articoli scientifici.

Per la definizione del metodo di screening precoce, si farà uso di tecniche analitiche highthroughput come la spettroscopia di Risonanza Magnetica nucleare (NMR). Questa tecnica analitica, non invasiva, permette di effettuare l’analisi di tutti i componenti presenti nella matrice biologica in maniera simultanea, con esperimenti rapidi ed altamente riproducibili. Si ottiene così un’impronta digitale del campione in esame attraverso l’acquisizione di un gran numero di dati, elaborati con tecniche chemiometriche.

La piattaforma tecnologica, invece sarà basata su tecnologie rispondenti ai criteri di accessibilità, e sarà composta da due componenti fondamentali:

  • Tecnologie abilitanti la gestione del processo clinico-sanitario;
  • Tecnologie per l’interfacciamento con funzionalità di informazione/interazione a seconda della tipologia di utente considerato (es. aziende ospedaliere, pazienti, cittadini, ecc.).

I risultati attesi del progetto puntano alla realizzazione di:

  • Una metodologia di screening precoce per i casi di GDM attraverso l’utilizzo di strumenti di analisi innovativi e combinati al fine di aumentare l’efficacia e l’efficienza delle tecniche di monitoraggio ad oggi prevalentemente utilizzate.
  • Componenti tecnologiche modulari da utilizzare per la gestione e la condivisione di dati ed informazioni cliniche che se opportunamente elaborate ed analizzate possono apportare un valore aggiunto sia in termini di tempi di risposta che di prevenzione.

I vantaggi qualitativi, ottenibili in ambito sanitario dall’introduzione di metodologie e tecnologie per lo screening precoce del GDM sarebbero notevoli. Infatti l’individuazione precoce nel I trimestre di gravidanza di GDM, consentirebbe di prevenire gli eventi avversi materno-fetali ad esso correlati.

Nel lungo periodo inoltre ci si attende la riduzione sia dei giorni di degenza per complicanze materne legate al GDM, che dei casi di insorgenza di diabete di tipo 2 nella madre e di complicanze fetali.

Infine attraverso la piattaforma tecnologica innovativa ci si aspetta di governare l’intero processo di accesso alle procedure richieste dall’attività di screening, e la valutazione delle ricadute sull’esito della gravidanza.

Per ulteriori informazioni contattare: Claudio Pascarelli (claudio.pascarelli@unisalento.it)